FONTE: AGETOSCANA
scuola: 6-- ai nuovi Organi collegiali
Nella proposta di legge si persegue il falso obiettivo di un’autonomia costituita da un farraginoso sistema elettorale, diverso scuola per scuola e che sarà solo lavoro in più per le già ingorgate segreterie, invece di garantire finanziamenti certi e sufficienti, che sono il vero motore dell’autonomia.
Bisogna ammettere che
il testo approvato dalla VII Commissione cultura della Camera è un po’
migliorato rispetto alla stesura originaria: se non altro non si parla più di
consiglio di indirizzo ma di Consiglio dell’autonomia (e poi perché questo vizio
italico di cambiare i nomi? non è meglio Consiglio d’Istituto?); inoltre il
Presidente è un genitore e non il dirigente scolastico, ma tante magagne restano
comunque immutate. Come è possibile togliere all’organo politico per
eccellenza, il Consiglio dell’Autonomia, la competenza a
fissare i criteri per il Piano dell’offerta formativa? E poi
per darli a un organo tecnico come il Collegio dei docenti!
Questi signori forse non conoscono i principi che reggono la legislazione
italiana?
Come genitori ci soddisfa fino a un certo punto che “Il Consiglio dei docenti ai fini dell'elaborazione del piano dell'offerta formativa, mantiene un collegamento costante con gli organi che esprimono le posizioni degli alunni, dei genitori e della comunità locale” e che “L'attività didattica di ogni classe è programmata e attuata dai docenti”. Non era forse più chiaro ed efficace il dispositivo del Testo unico della scuola (DPR 297/94)? Noi genitori abbiamo pieno titolo ad essere parti attive e a sedere all’interno del Consiglio di classe. Invece qui si sembra riecheggiare quel Direttore Generale che, di fronte a una platea di 150 genitori ben motivati, esprimeva senza pudore il concetto che gli Organi collegiali sono morti da tempo e che per i genitori è sufficiente una buona informazione.
A chi non sa che il rappresentante di classe costituisce il filtro attivo del dialogo scuola famiglia e che proprio lui è l’elemento catalizzatore affinché intorno a ogni classe si crei una ‘comunità educante’, garanzia certa di un percorso scolastico ricco e gratificante per i nostri figli, certo non si può spiegarlo a parole. Si potrà forse dire che chi rappresenta gli interessi della Nazione dovrebbe legiferare nel senso di uno sviluppo delle migliori pratiche e non certo tagliando quei rami apparentemente secchi solo perché finora non hanno trovato le condizioni di esercizio necessarie.
Anche gli spazi assembleari non sono più previsti; che dire poi della formazione? Come Forum delle Associazioni dei Genitori della Toscana l’abbiamo chiesta ripetutamente a gran voce. Se i Decreti delegati del 1974 sono falliti è stato proprio per mancanza di formazione: una lacuna colpevole, perché già da dieci anni esistono i Forum dei Genitori e mai sono stati studiati e messi a sistema gli ottimi risultati in termine di partecipazione raggiunti localmente. Eppure è stato dimostrato che i genitori formati riescono a vivere consapevolmente il loro ruolo all’interno degli organi collegiali; chiedono e si sforzano di capire, fanno proposte e mettono risorse a disposizione. Certo sono un po’ fastidiosi, pretendono il rispetto delle regole, informano gli altri genitori…
Che dire poi di questi membri esterni, in numero non superiore a due sui 9-13 consiglieri previsti: chi saranno? Persone volenterose tirate obtorto collo all’interno della scuola per vedere di fargli scucire i famosi 5.000 euro e più di cui parla la proposta di legge? Oppure aziende che, con la forza del dio denaro, asserviranno a sé le povere scuole (le quali in Toscana nel 2011 hanno ricevuto in media dallo Stato ben € 13.050 per il funzionamento amministrativo e didattico)? Una cosa è certa: se in 40 anni la gran parte dei genitori non è stata capace di apprendere le norme che regolano la scuola -e sì che lì c’erano i loro figlioli- chiaro come il sole che questi signori si porteranno appresso le loro idee precostituite su come la scuola dovrebbe essere e il dialogo morirà fanciullo.
In ultimo ci meraviglia il Ministro Profumo, che sosteneva giustamente che di leggi in Italia ne abbiamo fin troppe e che basta oliare quelle: che ce ne facciamo di un simile pout pourri, quando bastava armonizzare il Testo unico della scuola con il Regolamento dell’autonomia e quello contabile e fare un po’ di formazione? senza spesa, tramite le Associazioni…
Leggi l'attuale testo della Proposta di legge 953 coordinato con la proposta originale
Come genitori ci soddisfa fino a un certo punto che “Il Consiglio dei docenti ai fini dell'elaborazione del piano dell'offerta formativa, mantiene un collegamento costante con gli organi che esprimono le posizioni degli alunni, dei genitori e della comunità locale” e che “L'attività didattica di ogni classe è programmata e attuata dai docenti”. Non era forse più chiaro ed efficace il dispositivo del Testo unico della scuola (DPR 297/94)? Noi genitori abbiamo pieno titolo ad essere parti attive e a sedere all’interno del Consiglio di classe. Invece qui si sembra riecheggiare quel Direttore Generale che, di fronte a una platea di 150 genitori ben motivati, esprimeva senza pudore il concetto che gli Organi collegiali sono morti da tempo e che per i genitori è sufficiente una buona informazione.
A chi non sa che il rappresentante di classe costituisce il filtro attivo del dialogo scuola famiglia e che proprio lui è l’elemento catalizzatore affinché intorno a ogni classe si crei una ‘comunità educante’, garanzia certa di un percorso scolastico ricco e gratificante per i nostri figli, certo non si può spiegarlo a parole. Si potrà forse dire che chi rappresenta gli interessi della Nazione dovrebbe legiferare nel senso di uno sviluppo delle migliori pratiche e non certo tagliando quei rami apparentemente secchi solo perché finora non hanno trovato le condizioni di esercizio necessarie.
Anche gli spazi assembleari non sono più previsti; che dire poi della formazione? Come Forum delle Associazioni dei Genitori della Toscana l’abbiamo chiesta ripetutamente a gran voce. Se i Decreti delegati del 1974 sono falliti è stato proprio per mancanza di formazione: una lacuna colpevole, perché già da dieci anni esistono i Forum dei Genitori e mai sono stati studiati e messi a sistema gli ottimi risultati in termine di partecipazione raggiunti localmente. Eppure è stato dimostrato che i genitori formati riescono a vivere consapevolmente il loro ruolo all’interno degli organi collegiali; chiedono e si sforzano di capire, fanno proposte e mettono risorse a disposizione. Certo sono un po’ fastidiosi, pretendono il rispetto delle regole, informano gli altri genitori…
Che dire poi di questi membri esterni, in numero non superiore a due sui 9-13 consiglieri previsti: chi saranno? Persone volenterose tirate obtorto collo all’interno della scuola per vedere di fargli scucire i famosi 5.000 euro e più di cui parla la proposta di legge? Oppure aziende che, con la forza del dio denaro, asserviranno a sé le povere scuole (le quali in Toscana nel 2011 hanno ricevuto in media dallo Stato ben € 13.050 per il funzionamento amministrativo e didattico)? Una cosa è certa: se in 40 anni la gran parte dei genitori non è stata capace di apprendere le norme che regolano la scuola -e sì che lì c’erano i loro figlioli- chiaro come il sole che questi signori si porteranno appresso le loro idee precostituite su come la scuola dovrebbe essere e il dialogo morirà fanciullo.
In ultimo ci meraviglia il Ministro Profumo, che sosteneva giustamente che di leggi in Italia ne abbiamo fin troppe e che basta oliare quelle: che ce ne facciamo di un simile pout pourri, quando bastava armonizzare il Testo unico della scuola con il Regolamento dell’autonomia e quello contabile e fare un po’ di formazione? senza spesa, tramite le Associazioni…
Leggi l'attuale testo della Proposta di legge 953 coordinato con la proposta originale