LIBRO E MOSCHETTO? NO GRAZIE!
IL Co.Ge.De Liguria (Coordinamento Genitori Democratici) esprime il proprio dissenso in merito al protocollo Gelmini-La Russa, siglato per l’attuazione nelle scuole superiori del progetto “Allenati per la vita” attraverso il quale vengono inserite pratiche militari , quali il tiro al bersaglio con arco e pistole ad aria compressa. Da sempre il Co.Ge.De. si è impegnato nel mondo della scuola, cercando di promuovere la cultura della tolleranza e della pace.e l’idea che la scuola debba essere pubblica, laica e inclusiva. La Scuola deve trasmettere modelli non violenti, improntati ai valori della solidarietà, della giustizia sociale, il valore del lavoro della generosità. Tutto questo presuppone pratiche educative che si prefiggano il superamento dell'egocentrismo e la capacità di vedere "l'altro" e, attraverso "l'altro" il mondo. Anche i giochi hanno una grande importanza, per cui abbiamo sempre sollecitato i genitori a non donare ai loro figli armi giocattolo o a non farli assistere a spettacoli aggressivi e violenti. Abbiamo sempre collaborato con gli insegnanti, optando per la realizzazione di strategie atte a formare e far vivere serenamente gli alunni privilegiando il mondo della relazione. La Scuola Pubblica, attraverso l’educazione ai valori della solidarietà e della mondialità, deve formare persone responsabili, solidali.e capaci di pensiero autonomo L’introduzione nelle scuole superiori di corsi di addestramento militare, in una fase dove i ragazzi vivono un’età di per sé difficile, spesso alla ricerca della loro identità, ci sconcerta e ci preoccupa. Le pratiche paramilitari a cui fa riferimento il protocollo Gelmini-La Russa, sono inaccettabili., in quanto impediscono un sereno processo formativo e sono educativamente pericolose. Il Co.Ge.De., nella convinzione che tali attività rischiano di favorire atteggiamenti di violenza e di intolleranza, auspica che esse non possano in alcun modo consolidarsi all’interno della Scuola della Repubblica.
Genova 01 ottobre 2010
“L’educazione è il valore meno materiale che esista, ma il più decisivo per l’avvenire di un popolo, in quanto è la sua forza spirituale, e per questo è soggiogata da coloro che pretendono di vendere il Paese… Sì, continuiamo a resistere, perché non possiamo permettere che l’educazione di trasformi in un privilegio” (Ernesto Sábato, Prima della fine)
lunedì 4 ottobre 2010
FONTE: COORDINAMENTO GENITORI DEMOCRATICI
TAGLIO DELLE ORE
Respinto il ricorso del ministero. E' caos in tecnici e professionali
Il Consiglio di Stato conferma il provvedimento del Tar del Lazio e chiede di "rideterminare l'orario complessivo annuale". A lezioni iniziate, con gli organici già definiti, la riorganizzazione per gli istituti diventa un vero rompicapo di SALVO INTRAVAIA
Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione
Istituti tecnici e professionali nel caos. Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello presentato dal ministero dell'Istruzione contro il provvedimento del Tar Lazio che lo scorso mese di luglio sospendeva i provvedimenti della riforma Gelmini che riducevano le ore di lezione nelle seconde, terze e quarte classi dei tecnici e nelle seconde e terze degli istituti professionali. Ne dà notizia lo Snals, che ha promosso il ricorso al Tar. E a questo punto, visto che il massimo organismo della giustizia amministrativa intima al ministero di tornare sui propri passi, nessuno può prevedere cosa accadrà. Le lezioni sono iniziate da diverse settimane e i 750 mila studenti delle classi interessate hanno già iniziato con un orario settimanale light, le scuole si sono organizzate di conseguenza e, soprattutto, gli organici sono già stati definiti dai provveditorati. "Rideterminarsi sulla definizione dell'orario complessivo annuale delle lezioni delle seconde, terze e quarte classi degli istituti tecnici e delle seconde e terze classi degli istituti professionali", come chiede in burocratese il Consiglio di Stato, diventa un vero e proprio rompicapo. Perché la sforbiciata è già avvenuta. Lo scorso mese di luglio il Tar accoglieva il ricorso dello Snals perché sulla riduzione degli orari nelle classi intermedie dei tecnici e dei professionali a partita in corso non era stato acquisito il parere, non vincolante ma obbligatorio, del Consiglio nazionale della Pubblica istruzione (Cnpi). Il taglio dell'orario settimanale anche per coloro che avevano iniziato col "vecchio ordinamento", previsto dalla riforma, è sembrato subito un eccesso agli addetti ai lavori. Lo scorso 26 agosto infatti il Cnpi stila il suo parere e considera la mossa del ministro "illegittima" perché priva gli studenti di un diritto: quello di completare senza modifiche di sorta il corso di studi prescelto. In pratica, per fare quadrare i conti, a partire da quest'anno gli studenti delle seconde, terze e quarte classi dei tecnici studieranno 32 ore settimanali e i compagni delle seconde e terze degli istituti professionali scenderanno a 34, per proseguire dal prossimo anno con 32 ore settimanali. A saltare sono state soprattutto ore di Matematica, Informatica e delle materie tecniche dei vari indirizzi. Ma era l'unico modo per il ministero dell'Istruzione di rispettare il taglio di tutte le 87 mila cattedre preventivate nel 2008 dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Per la decisione dei giudici di Palazzo Spada, il segretario dello Snals-Confsal, Marco Paolo Nigi, esprime "soddisfazione".
(30 settembre 2010)
TAGLIO DELLE ORE
Respinto il ricorso del ministero. E' caos in tecnici e professionali
Il Consiglio di Stato conferma il provvedimento del Tar del Lazio e chiede di "rideterminare l'orario complessivo annuale". A lezioni iniziate, con gli organici già definiti, la riorganizzazione per gli istituti diventa un vero rompicapo di SALVO INTRAVAIA
Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione
Istituti tecnici e professionali nel caos. Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello presentato dal ministero dell'Istruzione contro il provvedimento del Tar Lazio che lo scorso mese di luglio sospendeva i provvedimenti della riforma Gelmini che riducevano le ore di lezione nelle seconde, terze e quarte classi dei tecnici e nelle seconde e terze degli istituti professionali. Ne dà notizia lo Snals, che ha promosso il ricorso al Tar. E a questo punto, visto che il massimo organismo della giustizia amministrativa intima al ministero di tornare sui propri passi, nessuno può prevedere cosa accadrà. Le lezioni sono iniziate da diverse settimane e i 750 mila studenti delle classi interessate hanno già iniziato con un orario settimanale light, le scuole si sono organizzate di conseguenza e, soprattutto, gli organici sono già stati definiti dai provveditorati. "Rideterminarsi sulla definizione dell'orario complessivo annuale delle lezioni delle seconde, terze e quarte classi degli istituti tecnici e delle seconde e terze classi degli istituti professionali", come chiede in burocratese il Consiglio di Stato, diventa un vero e proprio rompicapo. Perché la sforbiciata è già avvenuta. Lo scorso mese di luglio il Tar accoglieva il ricorso dello Snals perché sulla riduzione degli orari nelle classi intermedie dei tecnici e dei professionali a partita in corso non era stato acquisito il parere, non vincolante ma obbligatorio, del Consiglio nazionale della Pubblica istruzione (Cnpi). Il taglio dell'orario settimanale anche per coloro che avevano iniziato col "vecchio ordinamento", previsto dalla riforma, è sembrato subito un eccesso agli addetti ai lavori. Lo scorso 26 agosto infatti il Cnpi stila il suo parere e considera la mossa del ministro "illegittima" perché priva gli studenti di un diritto: quello di completare senza modifiche di sorta il corso di studi prescelto. In pratica, per fare quadrare i conti, a partire da quest'anno gli studenti delle seconde, terze e quarte classi dei tecnici studieranno 32 ore settimanali e i compagni delle seconde e terze degli istituti professionali scenderanno a 34, per proseguire dal prossimo anno con 32 ore settimanali. A saltare sono state soprattutto ore di Matematica, Informatica e delle materie tecniche dei vari indirizzi. Ma era l'unico modo per il ministero dell'Istruzione di rispettare il taglio di tutte le 87 mila cattedre preventivate nel 2008 dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Per la decisione dei giudici di Palazzo Spada, il segretario dello Snals-Confsal, Marco Paolo Nigi, esprime "soddisfazione".
(30 settembre 2010)
domenica 26 settembre 2010
giovedì 23 settembre 2010
PESARO: Alunni disabili,i genitori diffidanol'ufficio scolastico
FONTE: IL RESTO DEL CARLINO
http://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/2010/09/04/379788-alunni_disabili_genitori.shtml
pesaro, 4 settembre 2010 - Una diffida è stata inviata all’Ufficio scolastico regionale, e per conoscenza all’Ufficio scolastico provinciale, chiedendo la modifica del decreto del 4 agosto scorso, quello con cui sono stati assegnati alle scuole del territorio provinciale ben 32 docenti in meno per il sostegno didattico degli allievi disabili rispetto allo scorso anno, quando già il numero era considerato insufficiente.
Lo hanno comunicato questa mattina le associazioni dei genitori di allievi disabili nella riunione convocata dall’assessore provinciale alla Pubblica istruzione Alessia Morani per fare il punto della situazione e decidere le azioni da intraprendere. Se la diffida (una copia è stata inviata anche al direttore generale del ministero della Pubblica istruzione Luciano Chiappetta) non porterà alcun esito, il passo successivo sarà una serie di ricorsi individuali che ogni famiglia presenterà al Tar per chiedere l’annullamento del decreto, considerato illegittimo, affinché ogni studente possa avere le ore di sostegno che gli spettano per legge.
I ricorsi potranno essere discussi già da mercoledì 8 settembre, in un nuovo incontro con le associazioni convocato dall’assessore Morani alle ore 21 nella sala gruppi della Provincia. Alla riunione, che ha visto la partecipazione di Daniela Barbaresi della Flc Cgil e di Francesca Conti della Cisl scuola Marche, è intervenuto anche il presidente della Provincia Matteo Ricci, che ha dato tutto il suo appoggio alle famiglie dei bambini e ragazzi disabili. “Siamo l’unico Paese al mondo – ha detto – in cui nei momenti di crisi si cerca di risparmiare sulla scuola, ma se si tolgono fondi all’istruzione si tolgono fondi al futuro. Per quello che ci compete, continueremo questa battaglia per il diritto all’istruzione per tutti”. L’assessore Morani ha ribadito come si tratti di “una battaglia di civiltà per veder garantito non solo il diritto allo studio ma un principio di uguaglianza sostanziale previsto dalla Costituzione”.
FONTE: IL RESTO DEL CARLINO
http://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/2010/09/04/379788-alunni_disabili_genitori.shtml
pesaro, 4 settembre 2010 - Una diffida è stata inviata all’Ufficio scolastico regionale, e per conoscenza all’Ufficio scolastico provinciale, chiedendo la modifica del decreto del 4 agosto scorso, quello con cui sono stati assegnati alle scuole del territorio provinciale ben 32 docenti in meno per il sostegno didattico degli allievi disabili rispetto allo scorso anno, quando già il numero era considerato insufficiente.
Lo hanno comunicato questa mattina le associazioni dei genitori di allievi disabili nella riunione convocata dall’assessore provinciale alla Pubblica istruzione Alessia Morani per fare il punto della situazione e decidere le azioni da intraprendere. Se la diffida (una copia è stata inviata anche al direttore generale del ministero della Pubblica istruzione Luciano Chiappetta) non porterà alcun esito, il passo successivo sarà una serie di ricorsi individuali che ogni famiglia presenterà al Tar per chiedere l’annullamento del decreto, considerato illegittimo, affinché ogni studente possa avere le ore di sostegno che gli spettano per legge.
I ricorsi potranno essere discussi già da mercoledì 8 settembre, in un nuovo incontro con le associazioni convocato dall’assessore Morani alle ore 21 nella sala gruppi della Provincia. Alla riunione, che ha visto la partecipazione di Daniela Barbaresi della Flc Cgil e di Francesca Conti della Cisl scuola Marche, è intervenuto anche il presidente della Provincia Matteo Ricci, che ha dato tutto il suo appoggio alle famiglie dei bambini e ragazzi disabili. “Siamo l’unico Paese al mondo – ha detto – in cui nei momenti di crisi si cerca di risparmiare sulla scuola, ma se si tolgono fondi all’istruzione si tolgono fondi al futuro. Per quello che ci compete, continueremo questa battaglia per il diritto all’istruzione per tutti”. L’assessore Morani ha ribadito come si tratti di “una battaglia di civiltà per veder garantito non solo il diritto allo studio ma un principio di uguaglianza sostanziale previsto dalla Costituzione”.
fonte FP.CGIL
MARCHE: 5.400 ALUNNI DISABILI,
MA IN CLASSI TROPPO NUMEROSE E CON POCHI DOCENTI DI SOSTEGNO
Alla riapertura del nuovo anno scolastico a settembre, ci saranno nelle scuole marchigiane 5.395 alunni disabili, ovvero 379 in più rispetto all’anno che si è appena concluso.
L’incremento di alunni disabili è particolarmente rilevante nella provincia di Ancona (+257 alunni); più contenuta, ma pur significativa, la crescita nelle province di Ascoli Piceno-Fermo (+72) e Macerata (+69), mentre diminuiscono leggermente gli alunni disabili nella provincia di Pesaro Urbino (dove però non sono più comprese le scuole della Val Marecchia).
A fronte di un incremento così consistente di alunni disabili, sono previsti solo 2.310 docenti di sostegno, solo 21 in più rispetto all’anno scolastico precedente, salva la possibilità di assumere insegnanti di sostegno “in deroga” per gli alunni disabili in condizioni di particolare gravità, diritto ripristinato dalla recente Sentenza della Corte Costituzionale n. 80/2010.
Dunque, a settembre ci sarà un docente ogni 2,335 alunni disabili: un numero assolutamente insufficiente a coprire le necessità regionali.
Ciò desta particolare preoccupazione soprattutto se si considera che già lo scorso anno il rapporto alunni disabili/docenti di sostegno era tra i più alti in Italia e anche solo per garantire il rapporto medio di 1 insegnante ogni 2 alunni disabili, nelle Marche occorrerebbero almeno 388 docenti di sostegno in più.
Sono anni che la dotazione di docenti di sostegno è assolutamente inadeguata a garantire il diritto all’istruzione dei numerosi alunni disabili presenti nelle nostre scuole e che il rapporto medio di 1 insegnante ogni 2 alunni viene sistematicamente superato.
Sui bambini e ragazzi più fragili si scaricano anche gli effetti dei tagli complessivi alla scuola pubblica; si pensi in particolare l’aumento degli alunni per classe che rendono sempre più difficili le condizioni di apprendimento.
Il DPR n. 81/2009 stabilisce che le classi che accolgono alunni con disabilità siano costituite, di norma, senza superare i 20 alunni, ma nella realtà marchigiana risultano numerosi i casi di disabili in classi con 27 e 28 alunni. Una situazione inaccettabile che compromette la qualità della scuola, dell’istruzione e dell’inclusione scolastica, discriminando gli alunni più deboli.
Ma disagi e diritti negati agli alunni disabili derivano anche dai tagli al personale Ata, insufficiente a garantire l’assistenza e la cura necessaria agli alunni in difficoltà.
Per tali ragioni la FLC CGIL Marche ritiene necessario che l’Ufficio Scolastico Regionale monitori attentamente la dimensione delle classi con la presenza di almeno un alunno disabile affinchè vengano rispettati i limiti di legge, garantisca i docenti e le ore di sostegno necessarie a ciascun alunno e soprattutto autorizzi tutti i posti in deroga necessari a garantire agli alunni disabili in condizioni di particolare gravità il diritto fondamentale all’istruzione riconosciuto dalla Costituzione Repubblicana.
L’Istat ha recentemente pubblicato una ricerca relativa alle persone con disabilità (http://www.disabilitaincifre.it/indicatori/istruzione/istruzione.asp).
Tra i dati rilevati, di particolare interesse sono quelli relativi al rapporto tra disabilità e titoli di studio relativi all’anno 2004/05, dai quali risulta che i percorsi scolastici e formativi delle persone con disabilità sono ancora pieni di difficoltà, mentre permane un divario enorme nel conseguimento dei titoli di studio, rispetto alle persone non disabili. Divario, però, che tende progressivamente a ridursi, soprattutto per quanto concerne il conseguimento dei titoli di studi inferiori per i quali si registra un significativo trend positivo.
In particolare, per quanto riguarda le Marche, il 27,2% delle persone disabili con un’età pari e superiore a 15 anni è ancora privo di un titolo di studio, ovvero più del triplo delle persone non disabili che sono il 6,8% del totale.
Peraltro, la percentuale di disabili marchigiani senza nessun titolo di studio è nettamente superiore alla media nazionale, pari al 20,9% della popolazione disabile con oltre 15 anni.
Nelle Marche, la stragrande maggioranza dei disabili, pari al 64,2%, ha interrotto il proprio percorso di studi con il conseguimento della licenza elementare o media, mentre i non disabili con analoghi titoli di studio sono il 51,7%.
Solo l’8,6% delle persone disabili consegue un diploma di scuola superiore o la laurea, a fronte del 41,5% delle persone non disabili. Peraltro, la percentuale dei disabili marchigiani con laurea o diploma superiore è inferiore quella nazionale che è pari al 10,4%.
Raffrontando questi dati con quelli relativi a cinque anni prima, risulta comunque notevolmente aumentata la percentuale di coloro che hanno conseguito la licenza elementare e media, passati dal 48,6% al 64,2%, mente è diminuita la quota di disabili privi di titolo di studio, passati dal 42,3% al 27,2%. Permangono però difficoltà nel conseguimento del diploma o della laurea tanto che addirittura diminuiscono i disabili che conseguono tali titoli di studio, passati dal 10,4% all’8,6%.
Interessanti anche i dati relativi agli studenti con disabilità iscritti all’Università: nell’anno accademico 2006/07 risultano iscritti negli atenei marchigiani (esclusa l’Università di Urbino) 184 studenti disabili, pari al doppio di coloro che risultavano iscritti nell’anno anno accademico 2000/01.
Ogni 1.000 studenti, risultano iscritti 5,0 studenti disabili (erano 2,8 nell’a.a. 2000/01), in misura inferiore rispetto alla media nazionale pari 6,8 studenti disabili ogni 1.000 complessivi (3,0 nell’a.a. 2000/01).
Questi dati evidenziano come la strada dell’integrazione degli alunni disabili sia ancora lunga e difficile, ma che finora ha consentito di accrescere il numero delle persone disabili in possesso di un titolo di studio. Una strada che andrebbe sostenuta e agevolata.
Ma i tagli alle risorse e al personale della scuola messi in atto dall’attuale Governo con il conseguente l’incremento del numero di alunni per classe, l’insufficienza del numero di docenti di sostegno, i tagli al tempo scuola stanno rendendo sempre più insostenibile la situazione scolastica pregiudicando soprattutto il diritto all’istruzione degli alunni con disabilità.
SONO DISPONBILI A RICHIESTA IL DOCUMENTO CON TABELLE (SCRIVERE AL COMITATO)
MARCHE: 5.400 ALUNNI DISABILI,
MA IN CLASSI TROPPO NUMEROSE E CON POCHI DOCENTI DI SOSTEGNO
Alla riapertura del nuovo anno scolastico a settembre, ci saranno nelle scuole marchigiane 5.395 alunni disabili, ovvero 379 in più rispetto all’anno che si è appena concluso.
L’incremento di alunni disabili è particolarmente rilevante nella provincia di Ancona (+257 alunni); più contenuta, ma pur significativa, la crescita nelle province di Ascoli Piceno-Fermo (+72) e Macerata (+69), mentre diminuiscono leggermente gli alunni disabili nella provincia di Pesaro Urbino (dove però non sono più comprese le scuole della Val Marecchia).
A fronte di un incremento così consistente di alunni disabili, sono previsti solo 2.310 docenti di sostegno, solo 21 in più rispetto all’anno scolastico precedente, salva la possibilità di assumere insegnanti di sostegno “in deroga” per gli alunni disabili in condizioni di particolare gravità, diritto ripristinato dalla recente Sentenza della Corte Costituzionale n. 80/2010.
Dunque, a settembre ci sarà un docente ogni 2,335 alunni disabili: un numero assolutamente insufficiente a coprire le necessità regionali.
Ciò desta particolare preoccupazione soprattutto se si considera che già lo scorso anno il rapporto alunni disabili/docenti di sostegno era tra i più alti in Italia e anche solo per garantire il rapporto medio di 1 insegnante ogni 2 alunni disabili, nelle Marche occorrerebbero almeno 388 docenti di sostegno in più.
Sono anni che la dotazione di docenti di sostegno è assolutamente inadeguata a garantire il diritto all’istruzione dei numerosi alunni disabili presenti nelle nostre scuole e che il rapporto medio di 1 insegnante ogni 2 alunni viene sistematicamente superato.
Sui bambini e ragazzi più fragili si scaricano anche gli effetti dei tagli complessivi alla scuola pubblica; si pensi in particolare l’aumento degli alunni per classe che rendono sempre più difficili le condizioni di apprendimento.
Il DPR n. 81/2009 stabilisce che le classi che accolgono alunni con disabilità siano costituite, di norma, senza superare i 20 alunni, ma nella realtà marchigiana risultano numerosi i casi di disabili in classi con 27 e 28 alunni. Una situazione inaccettabile che compromette la qualità della scuola, dell’istruzione e dell’inclusione scolastica, discriminando gli alunni più deboli.
Ma disagi e diritti negati agli alunni disabili derivano anche dai tagli al personale Ata, insufficiente a garantire l’assistenza e la cura necessaria agli alunni in difficoltà.
Per tali ragioni la FLC CGIL Marche ritiene necessario che l’Ufficio Scolastico Regionale monitori attentamente la dimensione delle classi con la presenza di almeno un alunno disabile affinchè vengano rispettati i limiti di legge, garantisca i docenti e le ore di sostegno necessarie a ciascun alunno e soprattutto autorizzi tutti i posti in deroga necessari a garantire agli alunni disabili in condizioni di particolare gravità il diritto fondamentale all’istruzione riconosciuto dalla Costituzione Repubblicana.
L’Istat ha recentemente pubblicato una ricerca relativa alle persone con disabilità (http://www.disabilitaincifre.it/indicatori/istruzione/istruzione.asp).
Tra i dati rilevati, di particolare interesse sono quelli relativi al rapporto tra disabilità e titoli di studio relativi all’anno 2004/05, dai quali risulta che i percorsi scolastici e formativi delle persone con disabilità sono ancora pieni di difficoltà, mentre permane un divario enorme nel conseguimento dei titoli di studio, rispetto alle persone non disabili. Divario, però, che tende progressivamente a ridursi, soprattutto per quanto concerne il conseguimento dei titoli di studi inferiori per i quali si registra un significativo trend positivo.
In particolare, per quanto riguarda le Marche, il 27,2% delle persone disabili con un’età pari e superiore a 15 anni è ancora privo di un titolo di studio, ovvero più del triplo delle persone non disabili che sono il 6,8% del totale.
Peraltro, la percentuale di disabili marchigiani senza nessun titolo di studio è nettamente superiore alla media nazionale, pari al 20,9% della popolazione disabile con oltre 15 anni.
Nelle Marche, la stragrande maggioranza dei disabili, pari al 64,2%, ha interrotto il proprio percorso di studi con il conseguimento della licenza elementare o media, mentre i non disabili con analoghi titoli di studio sono il 51,7%.
Solo l’8,6% delle persone disabili consegue un diploma di scuola superiore o la laurea, a fronte del 41,5% delle persone non disabili. Peraltro, la percentuale dei disabili marchigiani con laurea o diploma superiore è inferiore quella nazionale che è pari al 10,4%.
Raffrontando questi dati con quelli relativi a cinque anni prima, risulta comunque notevolmente aumentata la percentuale di coloro che hanno conseguito la licenza elementare e media, passati dal 48,6% al 64,2%, mente è diminuita la quota di disabili privi di titolo di studio, passati dal 42,3% al 27,2%. Permangono però difficoltà nel conseguimento del diploma o della laurea tanto che addirittura diminuiscono i disabili che conseguono tali titoli di studio, passati dal 10,4% all’8,6%.
Interessanti anche i dati relativi agli studenti con disabilità iscritti all’Università: nell’anno accademico 2006/07 risultano iscritti negli atenei marchigiani (esclusa l’Università di Urbino) 184 studenti disabili, pari al doppio di coloro che risultavano iscritti nell’anno anno accademico 2000/01.
Ogni 1.000 studenti, risultano iscritti 5,0 studenti disabili (erano 2,8 nell’a.a. 2000/01), in misura inferiore rispetto alla media nazionale pari 6,8 studenti disabili ogni 1.000 complessivi (3,0 nell’a.a. 2000/01).
Questi dati evidenziano come la strada dell’integrazione degli alunni disabili sia ancora lunga e difficile, ma che finora ha consentito di accrescere il numero delle persone disabili in possesso di un titolo di studio. Una strada che andrebbe sostenuta e agevolata.
Ma i tagli alle risorse e al personale della scuola messi in atto dall’attuale Governo con il conseguente l’incremento del numero di alunni per classe, l’insufficienza del numero di docenti di sostegno, i tagli al tempo scuola stanno rendendo sempre più insostenibile la situazione scolastica pregiudicando soprattutto il diritto all’istruzione degli alunni con disabilità.
SONO DISPONBILI A RICHIESTA IL DOCUMENTO CON TABELLE (SCRIVERE AL COMITATO)

I GUARDIANI DEL SORRISO
TOLENTINO 2010/2011
Il mondo agricolo, la natura, il cibo, la salute, gli orti, i giardini e i campi di grano, di ulivi,
di uva, ecc... saranno lo spazio dove volontari, studenti, disabili, giovani e adulti si incontreranno
per un desiderio comune di scoperta, di sperimentazione, di sana vita
all’aperto e per scoprire il buon cibo che nasce dal lavoro delle proprie mani, le “fattorie
e gli orti del sorriso!”. Sarà anche l’occasione per ritrovare il sorriso grazie alle amicizie che si potranno stringere, ai momenti ludici ricreativi ed ai consigli di persone specialiste che accompagneranno e affiancheranno i partecipanti e le loro famiglie. Sarà quindi un’occasione di coesione sociale e di solidarietà creatrici di futuro per i nostri Comuni!
di uva, ecc... saranno lo spazio dove volontari, studenti, disabili, giovani e adulti si incontreranno
per un desiderio comune di scoperta, di sperimentazione, di sana vita
all’aperto e per scoprire il buon cibo che nasce dal lavoro delle proprie mani, le “fattorie
e gli orti del sorriso!”. Sarà anche l’occasione per ritrovare il sorriso grazie alle amicizie che si potranno stringere, ai momenti ludici ricreativi ed ai consigli di persone specialiste che accompagneranno e affiancheranno i partecipanti e le loro famiglie. Sarà quindi un’occasione di coesione sociale e di solidarietà creatrici di futuro per i nostri Comuni!
L’“Associazione Volontari Senza Confini” è un’associazione nata dall’incontro dei familiari di soggetti con disabilità fisica e psichica del Comune di Tolentino e deicomuni limitrofi. Essa nasce per lavorare alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui problemi della disabilità e dell’ass- istenza ai soggetti svantaggiati.
Il progetto è rivolto a tutti i cittadini dell’Ambito Sociale XVI (Belforte del Chienti, Caldarola,
Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo, Colmurano, Gualdo, Loro Piceno, Monte san
Martino, Penna San Giovanni, Ripe San Ginesio, San Ginesio, Sant' Angelo in Pontano, Sarnano,
Serrapetrona e Tolentino).
Sono invitati a partecipare tutti coloro che vogliono sperimentare attività negli orti, nei campi e in generale all’aria aperta, sia abili che disabili (fisici o psichici) per l’avviamento alla conoscenza delle tecniche di coltivazione, raccolta e trasformazione di prodotti agroalimentari per una crescita dell’autostima personale e dell’autonomia.
È rivolto ai volontari delle associazioni che vorranno acquisire nuovi strumenti di animazione
come “la fattoria sociale”, “la clownterapia”, con l’incontro tra abili e disabili, e che desiderano
nuove competenze in ambito alimentare, sui nuovi stili di vita e nella gestione positiva della
relazione con l'altro attraverso il counseling relazionale (Il counselor relazionale attraverso
l'ascolto, il sostegno, la formazione e l'orientamento contribuisce al miglioramento della
qualità delle relazioni: nei gruppi, in famiglia, con se stessi).
A Tolentino abbiamo la disponibilità di un orto comunale, ci sono aziende agricole locali ed inoltre i locali di alcune delle associazioni e degli enti che hanno aderitoal progetto.
Il percorso avrà inizio a settembre 2010 con il PRIMO GRUPPO di iscritti. Il SECONDO GRUPPO partirà entrogennaio 2011.
Compila e spedisci subito il modulo d ’iscrizione a: Via Portanova 9/M 62029 Tolentino (MC) oppure compila il modulo online al sito www.volontarisenzaconfini.it
È rivolto ai volontari delle associazioni che vorranno acquisire nuovi strumenti di animazione
come “la fattoria sociale”, “la clownterapia”, con l’incontro tra abili e disabili, e che desiderano
nuove competenze in ambito alimentare, sui nuovi stili di vita e nella gestione positiva della
relazione con l'altro attraverso il counseling relazionale (Il counselor relazionale attraverso
l'ascolto, il sostegno, la formazione e l'orientamento contribuisce al miglioramento della
qualità delle relazioni: nei gruppi, in famiglia, con se stessi).
A Tolentino abbiamo la disponibilità di un orto comunale, ci sono aziende agricole locali ed inoltre i locali di alcune delle associazioni e degli enti che hanno aderitoal progetto.
Il percorso avrà inizio a settembre 2010 con il PRIMO GRUPPO di iscritti. Il SECONDO GRUPPO partirà entrogennaio 2011.
Compila e spedisci subito il modulo d ’iscrizione a: Via Portanova 9/M 62029 Tolentino (MC) oppure compila il modulo online al sito www.volontarisenzaconfini.it
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