domenica 23 gennaio 2011










MATERIALE DA RETESCUOLE

Quello che segue è il volantino con cui come Retescuole invitiamo i Consigli di Circolo e di Istituto a non definire nessun criterio e a richiedere con determinazione l'autorizzazione di tutte l classi a tempo pieno richieste. Il volantino può essere liberamente modificato, logo e nome di Retescuole cancellati e sostituiti, ecc. I materiali e le iniziative resistenti non hanno padrone:

 
Puoi scrivere la mozione che vuoi da presentare in Collegio Docenti contro la sperimentazione del merito che i Collegi Docenti del milanese e di Cagliari dovranno votare. Ne circolano di varie tipologie, tutte buone. Come Retescuole te ne suggeriamo una semplice e immediata:

 
Quello che segue è il volantino di Retescuole contro la sperimentazione sul merito. Puoi cambiare logo, intestazione, contenuto, quello che vuoi, basta che sia contro la sperimentazione:

Istruzione: Istat, spesa Italia sotto media eurozona

Agenzia Asca - 20-01-2011

Roma, 20 gen - La spesa per l'istruzione in Italia e' al di sotto della media degli altri paesi dell'Ue16, inferiore anche quella per la protezione sociale mentre risulta leggermente superiore quella per la Difesa e l'Ordine Pubblico. E' quanto emerge dall'analisi ''Spesa delle amministrazioni pubbliche per funzione'' messa a punto dall'Istat, in cui viene elaborato un confronto tra l'Italia e gli altri paesi dell'Europa a 16 (Eurozona) sulla distribuzione percentuale della spesa nella media del periodo 2000-2008.
In particolare, si legge nella ricerca, i dati sulla distribuzione percentuale della spesa per funzione, nella media del periodo 2000-2008, mostrano che, per la funzione dei Servizi generali dell'Amministrazione pubblica (che comprende al suo interno la spesa per gli oneri sul debito pubblico) i paesi con un elevato debito pubblico, quali Belgio, Italia, Grecia e Cipro, presentano una piu' alta percentuale di spesa rispetto alla media Ue.
La percentuale media di spesa per la Difesa e l'Ordine pubblico e sicurezza si attesta, nel periodo e per l'insieme dei 16 paesi, intorno al 6,3 per cento del totale. L'Italia, con il 6,7 per cento, si colloca in una posizione leggermente superiore alla media, come anche la Slovacchia, con oltre il 10 per cento; inferiori alla media risultano, invece, le spese di paesi quali Austria e Lussemburgo (rispettivamente 4,7 per cento e 3 per cento del totale).
La spesa per l'Istruzione in Italia (9,7 per cento) e' al di sotto della quota media degli altri paesi dell'UE16 (10,4 per cento); percentuali inferiori di spesa per l'istruzione si riscontrano in Grecia (6,6 per cento), Germania (8,7 per cento) e Slovacchia (9,5 per cento), mentre Cipro, con il 16,7 per cento e il Portogallo (15,2 per cento) sono i paesi con la percentuale piu' alta.
Infine, alla spesa per la protezione sociale l'Italia, come la maggior parte degli altri paesi, destina la quota piu' rilevante della propria spesa pubblica complessiva (37,5 per cento). Tale quota e' comunque inferiore a quella UE16 (40,1 per cento). La Germania, con quasi il 46 per cento, e' il paese con la percentuale piu' alta destinata a tale funzione, mentre in posizione opposta si trova Cipro, con il 22,6 per cento.

sabato 22 gennaio 2011

Accolta la class action del Codacons, ricorso contro le aule in cui ilnumero degli alunni supera i 35-40

ROMA - Entro 120 giorni il ministero dell'Istruzione e il ministero

dell'Economia doranno emanare il Piano generale di edilizia scolastica.

L'ordine arriva dal Tar del Lazio che ha accolto una class action proposta

dal Codacons contro le cosiddette 'classi-pollaiò, ovvero quelle aule

scolastiche nelle quali il numero di alunni, attorno ai 35-40, supera i

limiti fissati dalla legge.
«RISARCIMENTI» - «Ora il ministro Gelmini dovrà emettere un piano in grado

di rendere sicure le aule scolastiche ed evitare il formarsi di classi da 35

o 40 alunni ciascuna». Lo dichiara il presidente del Codacons, Carlo Rienzi.

«Se non lo farà saremo costretti a chiedere la nomina di un commissario ad

acta che si sostituisca al ministro ed ottemperi a quanto disposto dal Tar.

Grazie a questa sentenza, inoltre, docenti e famiglie i cui figli sono stati

costretti a studiare in aule pollaio, potranno chiedere un risarcimento fino

a 2.500 euro in relazione al danno esistenziale subito», conclude Rienzi.

(Fonte: Ansa)

giovedì 20 gennaio 2011


fascicolo sulle iscrizioni FLC-CGIL

http://1.flcgil.stgy.it/files/pdf/20110114/fascicolo-flc-cgil-iscrizioni-anno-scolastico-2011-2012-gennaio-2011.pdf

FONTE: REPUBBLICA.IT

Addio al tempo pieno nelle scuole
alle medie resiste una classe su cinque

http://www.repubblica.it/scuola/2011/01/13/news/tempo_pieno_crolla-11162534/?ref=HREC2-1

Crollo dopo i tagli della Gelmini: in due anni la scuola media ha perso 14mila cattedre anche se cio sono 33mila alunni in più. E i genitori protestano. Lazio, Marche ed Emilia-Romagna le Regioni più colpite. Al top Basilicata, Sardegna e Calabria di SALVO INTRAVAIA

Circolare Iscrizioni 2011: alcune riflessioni e qualche consiglio

http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/2011/01/09/circolare-iscrizioni-2011-alcune-riflessioni-e-qualche-consiglio/ 
Attenzione ai moduli di iscrizione alla scuola primaria: NON ESPRIMETE ALTRE OPZIONI OLTRE ALLA VOSTRA SCELTA SUL MODELLO ORARIO. Attenzione anche per chi non si avvale dell’insegnamento della Religione Cattolica
Come ogni anno è stata pubblicata dal MIUR la circolare (n° 101 del 30 dicembre 2010) che fissa i criteri per le iscrizioni alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado.
Il termine per la presentazione delle domande, per tutti gli ordini di scuola (con la sola eccezione dei Corsi per adulti), scade il 12 febbraio 2011.
Nelle sue 22 pagine questa circolare riafferma, purtroppo, il criterio di ‘razionalizzazione’ che ha guidato il riordino della scuola italiana negli ultimi 2 anni scolastici.
In particolare:
Per tutti gli ordini di scuola, prima dell’inizio delle iscrizioni, poiché si prevedono domande di iscrizione in eccedenza, le scuole dovranno procedere alla definizione di criteri di precedenza nella ammissione mediante una delibera del consiglio di circolo/istituto che va resa pubblica (pag.9).
Riteniamo importante per i genitori e per gli insegnanti (soprattutto quelli presenti nei consigli di circolo/istituto) porre attenzione al fatto che tali criteri non presentino alcun profilo discriminatorio; ricordiamo che le delibere dei consigli di circolo/istituto non sono soggette a nessun tipo di controllo gerarchico, ma possono essere impugnate solamente di fronte al TAR.
Nella scuola dell’infanzia o Materna (pag.3) viene sottolineata la ridotta capacità delle scuole statali di accogliere nuovi bambini indipendentemente dai moduli  orari scelti e l’istituzione di “.. nuove scuole e di nuove sezioni avviene in collaborazione con gli enti territoriali, assicurando la coordinata partecipazione delle scuole statali e delle scuole paritarie”.

Per la scuola primaria o Elementare l’opzione del tempo pieno e delle 30 ore settimanali “.. è subordinata all’esistenza delle risorse di organico e alla disponibilità di adeguati servizi…” e il “..modello di 24 ore settimanali si rende possibile solo in presenza di un numero di domande che consenta la formazione di una classe” (pag.4).
Tutto questo a dispetto del continuo decremento delle nascite.
La scuola secondaria di primo grado o Media vede le stesse limitazioni dei precedenti ordini di scuola (pag.4); il tempo scuola a 30, 36 e 40 ore (tempo prolungato)  ”… è subordinato all’esistenza delle risorse di organico e alla disponibilità di adeguati servizi….”
Per i percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) (pag.7) la loro effettiva disponibilità viene demandata alle Regioni e alle singole istituzione scolastiche.
Nella scuola secondaria di secondo grado o Superiore, come negli altri ordini si scuola, si prevedono, nonostante i tagli operati, difficoltà nell’accoglimento delle domande (pag.9) “… Le domande di iscrizione sono accolte entro il limite massimo dei posti complessivamente disponibili nella singola istituzione scolastica…”.
Per il terzo anno consecutivo, le indicazioni contenute (ma soprattutto la modulistica ad esse connessa!) cercano di indirizzare i genitori in modo subdolo e non coerente con la normativa attualmente vigente.
Segnaliamo comunque che, per quel che riguarda la modulistica, è la stessa circolare n. 101 che recita: “I citati modelli, ferme restando le informazioni sopra riportate, potranno essere contestualizzati a cura delle singole istituzioni scolastiche autonome (pag. 8)”
1. Il modulo d’iscrizione alla scuola primaria
Cosa c’è che non va
La circolare n.101 indica per la scuola primaria (pag.8) che “Ogni singola istituzione scolastica, all’atto dell’iscrizione, mette a disposizione delle famiglie il proprio Piano dell’offerta formativa (P.O.F.) recante le articolazioni e le scansioni dell’orario settimanale delle lezioni e delle attività (inclusa l’eventuale distribuzione dei rientri pomeridiani) e la disponibilità dei servizi di mensa, secondo quanto previsto dal Regolamento (art. 4). All’atto dell’iscrizione, i genitori esprimono le proprie opzioni rispetto alle possibili articolazioni dell’orario settimanale, che, in base all’art. 4 del Regolamento, è così strutturato: 24; 27; fino a 30; 40 ore (tempo pieno).
L’allegato scheda B “Domanda di iscrizione alla scuola primaria” prevede però che il genitore “indichi in ordine di preferenza (da 1- prima scelta – a 4)” il modello orario.
E i modelli orari previsti dalla scheda sono 4: 24, 27, fino a 30 ore, 40 ore per il tempo pieno.
Si costruisce così la premessa di una vera mistificazione: in tal modo qualsiasi sia il modello orario che sarà effettivamente erogato dalla scuola, apparirà come “opzione del genitore”!

Ai genitori diciamo quindi: attenzione!!!
Come comportarsi per non farsi gabbare
Se l’istituto presso cui avete deciso di iscrivere vostro figlio/a vi presenta questa tipologia di modulo, date solo ed esclusivamente la preferenza per la scelta di orario che ritenete più opportuna, ma non barrate tutte le caselle, né tanto meno date ordini di preferenza; vi invitiamo inoltre a scegliere modelli attenti alla qualità, che tendano ad attestarsi sulle 40 ore settimanali (con due insegnanti per classe) e sulle 30 ore (prevedendo un limite al numero massimo di insegnanti che operano in ciascuna classe); che evitino forme di prevalenza, suscettibili di tradursi in disparità tra classi di uno stesso istituto, che prevedano un utilizzo pedagogicamente fondato della compresenza.
2. il modulo relativo alle scelte per gli alunni che non si avvalgono della religione cattolica
Finalmente, dopo due anni in cui i moduli presentati erano (guarda tu il caso…) incompleti e difformi dal testo della circolare, questa volta il modello F – “Modulo integrativo per le scelte degli alunni che non si avvalgono dell’IRC” presenta tutte le opzioni possibili:
A)   ATTIVITÀ DIDATTICHE E FORMATIVE
B)    ATTIVITÀ DI STUDIO E/O DI RICERCA INDIVIDUALI CON ASSISTENZA DI PERSONALE DOCENTE
C)    LIBERA ATTIVITÀ DI STUDIO E/O DI RICERCA INDIVIDUALI SENZA ASSISTENZA DI PERSONALE DOCENTE
D)   NON FREQUENZA DELLA SCUOLA NELLE ORE DI INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA.
La normativa tuttora vigente in materia (Legge 121 del 25/03/1985 art. 9 punto 2, C.M. 316 del 28/10/1987) così recita:
Gli alunni non avvalentisi dell’insegnamento della religione cattolica – previa richiesta del genitore o di chi esercita la potestà o richiesta personale degli alunni stessi, se frequentanti la scuola secondaria superiore – hanno il diritto di scegliere tra le attività didattiche e formative ed una pluralità di opportunità qualificabili come studio o attività individuali da svolgersi con l’assistenza di docenti a ciò appositamente incaricati e nell’ambito dei locali scolastici.
Per lo svolgimento delle attività didattiche e formative previste per gli alunni non avvalentisi, i collegi dei docenti debbono formulare precisi programmi. Relativamente alle esigenze connesse con lo svolgimento dello studio o delle attività individuali per gli alunni che ne facciano richiesta, il Dirigente Scolastico deve sottoporre all’esame ed alle deliberazioni degli organi collegiali la necessità di attrezzare spazi, ove possibile, nonché organizzare servizi, assicurando idonea assistenza agli alunni quale preciso obbligo dell’istituzione scolastica. Non si esclude la possibilità che gli studenti stessi segnalino propri bisogni formativi, nonché le modalità di intervento della scuola.
Si raccomanda anche che, nel quadro delle possibilità offerte dalla normativa vigente, lo svolgimento delle attività educative si debba realizzare avendo ogni cura affinché i bambini non avvertano alcuna forma di disagio psicologico e relazionale per le differenti scelte operate dai genitori.”
Pertanto, in base a tali disposizioni (non ce ne sono state altre successive e pertanto del tutto in vigore) e alla giurisprudenza in materia, tutte le scuole debbono garantire l’attività alternativa all’insegnamento della religione cattolica nell’ambito della gamma di proposte offerte alle famiglie al momento dell’iscrizione.
Nel caso in cui non si riesca più a garantire questa attività con l’utilizzo delle risorse interne, non ci si deve “arrangiare in un qualche modo”, ma si deve nominare un supplente. Infatti, sempre nelle suddetta CM n. 316 si dice che: “Allo scopo di assicurare l’effettivo svolgimento delle predette attività si potrà, tuttavia, procedere all’assunzione di supplenti nella misura in cui non si renda possibile provvedere con l’utilizzazione del personale già in servizio.”
Ricordiamo inoltre che, negli ultimi 12 mesi, sono intervenute due importanti novità:
1)     con sentenza del 30 Luglio 2010 il tribunale di Padova ha stabilito che l’ora alternativa è un diritto, e ogni scuola è obbligata a garantirla.
2)     Dopo un minuzioso lavoro sviluppato dai Comitati che sul territorio nazionale agiscono a difesa della scuola pubblica, i vari Uffici scolastici Regionali hanno pubblicato indicazioni operative atte a permettere alle singole istituzioni scolastiche di nominare personale ad hoc per garantire l’attuazione delle attività alternative alla religione cattolica con pagamento a carico degli Uffici Provinciali del Tesoro che hanno fondi specificamente previsti per questo (vedi, ad esempio, la nota dell’USR del Veneto  MIUR/AOODRVE/UFF.III/10978/C7 del 14 settembre 2010). 
Non c’è mancanza di risorse che tenga! Va garantito il diritto allo studio di tutti e pari opportunità formative!!!
Come comportarsi per non farsi gabbare
Verificate che:
a) nel P.O.F. della scuola siano esplicitamente previste tutte le possibilità dovute a chi non si avvale dell’insegnamento della religione cattolica;
b) nel modello F integrativo per le scelte degli alunni che non si avvalgono dell’IRC che vi verrà sottoposto vi siano tutte e quattro le possibili opzioni previste, in particolare quella che riguarda le attività didattiche e formative.
Se così non fosse, allegate una dichiarazione integrativa da voi redatta che chieda esplicitamente l’attivazione di tale possibilità, citando la normativa vigente (Legge 121 del 25/03/1985 art. 9 punto 2, C.M. 316 del 28/10/1987); assicuratevi che questa richiesta venga protocollata insieme alla vostra domanda d’iscrizione!!!

Scaricate l’opuscolo riassuntivo e diffondetelo ai genitori che devono iscrivere i loro bambini

Difendiamo i nostri diritti!!!

Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova
E’ TEMPO DI ISCRIZIONI

La Circolare Ministeriale n. 101 del 30 dicembre 2010 fissa al 12 febbraio 2011 il termine per la presentazione delle domande di iscrizione alle classi prime delle scuole di ogni ordine e grado, per l’anno scolastico 2011/12.

Scegliere la scuola per il proprio figlio non è mai stato semplice. Adesso lo è ancora di più, se si considera che le recenti riforme presuppongono una scuola pubblica ulteriormente impoverita (meno operatori scolastici, meno tempo scuola, meno finanziamenti).

SCUOLA DELL’INFANZIA


“Posso iscrivere il mio bambino che compie 3 anni entro il 30 aprile 2010?”

Si, però nella scuola dell’infanzia aumentano gli alunni per sezione e diminuisce il personale. Come saranno garantite le necessità di base dei bambini più piccoli: sicurezza, igiene, assistenza al pasto e al riposo, cura educativa?

L’anticipo rende più difficile e meno sicuro il lavoro degli insegnanti e meno qualificata l’esperienza dei bambini.
Indicazioni ai Genitori:

- optare per l’orario ordinario delle attività didattiche per 40 ORE settimanali.

SCUOLA PRIMARIA

“Posso iscrivere mio figlio che compie 6 anni entro il 30 aprile 2006?”
Si, però anche nella scuola primaria aumentano gli alunni per classe e ci sarà un’unica maestra che non potrà differenziare l’azione didattica in funzione dei bisogni dei bambini, come avveniva per i moduli e per l’originario modello del tempo pieno, A quell’età la differenza, anche di pochi mesi, è rilevante.
Indicazioni ai Genitori:

- non barrare tutte le opzioni, né tanto meno dare ordini di preferenza;


- scegliere soltanto le 40 ORE o le 30 ORE;


- escludere le 24 o 27 ore, in quanto modelli didattici estremamente poveri di opportunità.

SCUOLA SECONDARIA DI 1° GRADO


Sono diminuite le ore di lezione, mentre la diminuzione degli insegnanti (ivi inclusi quelli di sostegno) e l’abolizione delle compresenze, così come avviene anche nella scuola primaria, impedisce l’attuazione di interventi didattici di recupero, di sostegno e di arricchimento dell’offerta formativa.
Indicazioni ai Genitori:
- optare per il tempo prolungato a 40 o a 36 ORE settimanali di lezione.

SCUOLA SECONDARIA DI 2° GRADO


La nuova scuola superiore è il frutto di tagli drastici alle risorse umane e finanziarie, con conseguente riduzione delle ore settimanali di lezione in tutte le sue articolazioni.
Inoltre, l’aumento generalizzato del numero di studenti per classe e la diminuzione degli insegnanti (ivi inclusi quelli di sostegno) compromettono gravemente la possibilità di mettere in atto interventi di recupero e sostegno per i più svantaggiati.
Indicazioni ai Genitori:

- l’istruzione è compito della Scuola. Se vuoi investire sul futuro di tuo figlio, iscrivilo a una scuola secondaria superiore (liceo – istituto tecnico - istituto professionale).


PER I GENITORI E GLI STUDENTI CHE NON SI AVVALGONO DELL’INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA

- evitare assolutamente di operare l’assurda scelta relativa alla libera attività di studio e/o ricerca individuali senza assistenza di personale docente;

- a quanti scelgono attività didattiche e formative alternative all’IRC o attività di studio individuali con l’assistenza di personale docente la scuola deve garantire l’assegnazione degli insegnanti per lo svolgimento delle suddette attività. In caso contrario, l’amministrazione scolastica è passibile di denuncia per interruzione di pubblico servizio. Inoltre, ai bambini non avvalentisi deve essere evitata ogni forma di discriminazione o di disagio psicologico e relazionale per le differenti scelte operate dai genitori. Pertanto, le scuole devono prevedere nel loro Piano dell’Offerta Formativa la programmazione di attività alternative all’IRC, da presentare ai Genitori all’atto dell’iscrizione.

Per quanto riguarda, infine, l’assegnazione dei docenti di attività alternative (e, per analogia, di quelli assistenti allo studio individuale), le scuole sono tenute a provvedere alla relativa nomina, attingendo alle risorse finanziarie gestite dalle Direzioni Provinciali del Tesoro per conto dell’amministrazione scolastica, con l’apposito Capitolo di Spesa “Spese per l’insegnamento di religione cattolica e per le attività didattiche e formative alternative all’IRC”.
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