martedì 31 gennaio 2012

da ReteScuole


17 gennaio 2012

Invitiamo tutti i Consigli di Circolo/Istituto a non definire nessun criterio di precedenza e a chiedere l’autorizzazione di tutte le classi a tempo pieno necessarie.

Nella Circolare Ministeriale n. 110 del 29 dicembre 2011 si legge:

“Nella previsione di richieste di iscrizione in eccedenza, le scuole procedono alla definizione dei criteri di precedenza nella ammissione, mediante apposita delibera del consiglio di circolo/istituto, da rendere pubblica prima dell’acquisizione delle iscrizioni, con affissione all’albo e, ove possibile, con la pubblicazione sul sito web dell’istituzione scolastica.
Si rammenta, in proposito, che, nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, i criteri di precedenza deliberati in ottemperanza delle norme vigenti, non sono soggetti ad autorizzazioni preventive. In ogni caso tali criteri debbono rispondere a principi di ragionevolezza quali ad esempio quello della viciniorietà della residenza dell’alunno alla scuola.
Le scuole hanno l’obbligo di acquisire al protocollo le domande presentate e di comunicare, per iscritto, agli interessati il mancato accoglimento delle stesse. La comunicazione di non accoglimento, debitamente motivata in relazione ai criteri di cui sopra, deve essere effettuata con ogni possibile urgenza per consentire l’opzione verso altra scuola..”
Se non si fissa il limite che determina l’eccedenza, non si può dire quando si eccede oppure no.
Vediamo cosa prevede il DPR n. 81/09 a proposito di iscrizioni al tempo pieno:
“Nelle scuole nelle quali si svolgono anche attività di tempo pieno, il numero complessivo delle classi è determinato sulla base del totale degli alunni iscritti. Successivamente si procede alla definizione del numero delle classi a tempo pieno sulla base delle richieste delle famiglie. Qualora il numero delle domande di tempo pieno ecceda la ricettività di posti/alunno delle classi da formare, spetta ai consigli di istituto l’indicazione dei criteri di ammissione.”
La legge prevede che i criteri debbano essere stabiliti dai Consigli di Circolo/Istituto dopo le iscrizioni, e non prima come si legge nella circolare, e solo nel caso in cui il numero di classi a tempo pieno richieste sia superiore a quello delle classi autorizzate.
Il MIUR non intende autorizzare tutte le classi a tempo pieno richieste, vuole evitare contestazioni e scaricare prima possibile sui Consigli di Circolo/Istituto la responsabilità di rifiutare le richieste eccedenti.
La circolare cerca di imporre quel che la legge non impone.
A noi non piace la circolare, ma non piace neppure la legge.
Qualsiasi criterio adottato per gestire gli “esuberi” non può che essere discriminatorio e privo di “ragionevolezza”.
Per questo invitiamo tutti i Consigli di Circolo/Istituto a non definire nessun criterio di precedenza e a chiedere l’autorizzazione di tutte le classi a tempo pieno necessarie.
I genitori di Monselice contro l’accorpamento dei due istituti comprensivi esistenti in città


Pubblicato da comitatonogelmini su 29 gennaio 2012

da Il Gazzettino

29 gennaio 2012

Una petizione per chiedere alla Regione Veneto la sospensione dell’iter dell’accorpamento dei due istituti comprensivi Guinizelli e Zanellato, avviato con la delibera di giunta comunale del 27 dicembre scorso. L’hanno firmata trecento genitori che ogni mattina portano i propri figli nelle scuole dei due istituti. La normativa regionale, come ricordano i genitori nella loro lettera, prevede il dimensionamento strutturale della rete scolastica mediante la creazione di istituti comprensivi costituiti da almeno mille alunni. E considerando che i due istituti comprensivi Zanellato e Guinizelli, già esistenti a Monselice, hanno rispettivamente, circa 1100 alunni e circa 880 alunni, l’amministrazione di Monselice non sarebbe stata obbligata a prevedere accorpamenti. «Abbiamo chiesto in varie occasioni all’amministrazione di incontrare gli organi collegiali e i comitati genitori per discutere l’ipotesi di accorpamento – spiegano ancora i genitori -. Ma le nostre richieste sono rimaste tutte non ascoltate». Ma quali sono i punti critici e le perplessità sollevate dai trecento firmatari della petizione? «Anzitutto riteniamo sia molto difficile raccogliere le esigenze delle famiglie del territorio, per provvedere poi all’elaborazione del piano dell’offerta formativa entro l’inizio del prossimo anno. – commentano i genitori – Inoltre c’è il rischio di uniformare l’offerta formativa per esigenze di semplificazione della gestione, con minore scelta di orari e progetti per le famiglie, in una cittadina ricca invece finora di proposte». I genitori puntano poi il dito contro la graduatoria unica degli insegnanti, che potrebbe causare una discontinuità didattica. Critiche anche sulla «limitazione della funzione educativa e di referente con le famiglie del dirigente scolastico, sempre più impegnato in attività e funzioni di natura amministrativa e obbligato, in questo particolare contesto, a gestire scuole distribuite su più Comuni ed a relazionarsi con enti locali con differenti politiche scolastiche».
Scarica qui il testo della delibera di giunta del comune di Monselice
Scarica qui il testo della petizione già firmata da 324 genitori i cui figli frequentano gli Istituti Comprensivi Guinizzelli e Zanellato
Scarica qui il testo della lettera di protesta inviata ai quotidiani locali dai consiglieri di minoranza del comune di Monselice

FONTE: AGE TOSCANA
Numero delle scuole del primo ciclo (materne, elementari e medie) attualmente funzionanti, numero di scuole previsto in base alla Legge n. 111/2011, scostamento, percentuale di scostamento e attuale numero medio degli alunni per ciascuna Regione (da Fnada.it):


Toscana                    356 348 8 2% 977

Lombardia                 920 896 24 3% 974

Emilia R.                    382 372 10 3% 973

Umbria                      117 112 5 4% 960

Marche                     179 167 12 7% 932

Liguria                       149 138 11 8% 926

Piemonte                   472 412 60 15% 873

Veneto                      488 425 63 15% 871

Lazio                         620 523 97 19% 843

Basilicata                   105 87 18 21% 831

Friuli                         135 110 25 23% 817

Sardegna                   254 201 53 26% 791

Abruzzo                    183 144 39 27% 787

Campania                  969 684 285 42% 705

Molise                       56 39 17      44%  700

Calabria                     360 248 112 45% 688

Sicilia                         835 574 261 45% 687

Puglia                         630 431 199 46% 684



ITALIA 7210 5911 1299 22% 820
La didattica sotto assedio nella scuola primaria e le idee per contrastare l'arretramento

Bologna – Scuola elementare Fortuzzi

viale Polischi, 1 (all'interno dei Giardini Margherita)

Sabato 25 Febbraio 2012

ore 10-13 e 15-19

Il Convegno Didattica Resistente, dedicato alla didattica nella scuola primaria nell'epoca dei tagli e dell'attacco alla scuola pubblica, si svolgerà il 25 febbraio a Bologna. Nella pagina web dedicata troverete il programma

Qui la circolare con i modelli per esonero e iscrizione
Al convegno si possono inviare contributi alla discussione. Qui volantini stampabili ( 1 ) - ( 2 ) che spiegano il senso della partecipazione con un breve testo e per coinvolgere le/i colleghe/i. Tra i primi contribut al dibattito testi di Angelotti, Dal Pane, Gabrielli, Puleo, Vicidomini, Barone e nuovi contributi di Caliceti, Bertani, Picunio, Paselli, Tommasino, Franchini
Cesp Bologna

Il Convegno si propone come momento di dibattito e collegamento per iniziare un percorso di resistenza-resilienza in rete tra maestre e maestri determinati a riappropriarsi della “didattica” come luogo del conflitto.

Per arrivare al Convegno ricchi di idee e opinioni chiediamo a chi si riconosca nei temi e nei problemi posti di elaborare un contributo alla discussione, individuale o collettivo,entro le 5.000 battute, che verrà riprodotto e
diffuso nel sito e a tutti i partecipanti.

Le ferite: Cronache e anatomie della didattica tagliata e assediata


La vita a scuola e la didattica subiscono giorno dopo giorno le ferite dei tagli di spesa, di tempo scuola, di insegnanti. Facciamone una cronaca plurale, costruiamo una mappa didattica ed emotiva del disordine e dello sconcerto che cresce.



Le idee: Buone pratiche didattiche, idee nuove, vecchie, rinnovate

Racconti e idee di didattiche di resistenza. Prima di tutto tratte dalla lotta quotidiana nelle classi. Ma anche idee campate in aria, che cercano un futuro. E anche esperienze del passato sconfitto, scegliendo cosa ci può servire per costruire un futuro possibile.



La società: La società che muta... e la didattica che prova a rispondere

Le grandi trasformazioni: digitalizzazione delle esperienze, frammentazione dei saperi, presenzadi bambine e bambini migranti, re-genderizzazione, impoverimento di fasce crescenti di popolazione... Come cambia il ruolo della scuola elementare? Come rispondiamo nella didattica?
FONTE: CLUB DELLE MAMME DI MACERATA


30 gennaio 2012
FONTE: FLC-CGIL
Dimensionamento scolastico: a rischio chiusura 1.300 scuole



Il 26 gennaio il Ministero dell'Istruzione ci ha informati sugli esiti del confronto che c'è stato il 24 gennaio tra il Ministro Profumo e gli assessori regionali all'istruzione sul dimensionamento della rete scolastica.
Si tratta di esiti molto deludenti, dal momento che rispetto alla richiesta unanime fatta dagli assessori di diluire il piano in tre anni (vedi documento delle regioni nei contenuti correlati). Il Ministro ha ribadito la necessità di dare puntuale attuazione del piano di dimensionamento al fine di realizzare i risparmi di bilancio previsti dalla manovra finanziaria di luglio 2011. Secondo l'informativa del MIUR finora le amministrazioni regionali hanno deliberato la chiusura di 600 scuole a fronte delle 1.300 preventivate. Ancora una volta prevale la logica dei numeri e non della qualità del servizio.
Abbiamo ribadito la nostra contrarietà a questa scellerata operazione che vede prevalere le ragioni di bilancio sulla qualità dell'istruzione e che comporterà tagli di personale, disorganizzazione e lo stravolgimento del ruolo professionale di dirigenti scolastici e DSGA.
Saremo messi a conoscenza del numero effettivo delle istituzioni scolastiche che conserveranno l'autonomia nell'incontro che si terrà dopo il 31 gennaio, termine entro cui le regioni debbono approvare i piani di dimensionamento.
Cordialmente
FLC CGIL nazionale

mercoledì 25 gennaio 2012

Venerdi 27 gennaio alle ore 16,30 presso il Cine Teatro Adriatico di Porto Recanati l’Associazione Culturale Lo Specchio, in collaborazione con l’Oratorio Salesiano, organizza la presentazione del libro
Babel Hotel nell’ambito del Porto Recanati Festival winter.
Il giorno successivo vi saranno laboratori che coinvolgeranno i ragazzi della scuola


Una presentazione letteraria nella forma di reading, pensata per raccogliere, valutare e analizzare le informazioni per tentare di dare un significato vero al fenomeno “Hotel House” . In programma, contributi
di grande autorevolezza e qualità; una occasione e uno strumento per sviluppare la capacità di saper osservare, non solo per aumentare la quantità di informazioni ricavabili, ma anche per meglio verificarle,
selezionarle, contestualizzarle descrivere la realtà che ci circonda.

Di seguito le relazioni previste:

Prof. Bellei Cristiano Maria, Università di Urbino: Le narrazioni identitarie tra differenza ed indifferenza

Prof. Alberto Niccoli, Presidente della Banca di Credito di Recanati e Colmurano: Microcredito e micro finanza, opportunità per quanti sono immigrati e per quanti li hanno accolti

Arch. Prof. Gialluigi Mondaini, Università di Ancona: Rigenerare la città: ipotesi di ibridazioni pubbliche e private

Prof. Daniela Boccanera, dirigente scolastico Istituto Comprensivo E, Medi: “ scuola ed integrazione

Prof. Francesca Bianchini,insegnante Istituto Comprensivo E, Medi con “insieme è più facile”;

Diop Sek Mustafa , Rappresentante delle comunità abitanti l’Hotel House

I racconti tratti dal libro saranno letti dagli stessi autori : Ramona Parenzan, curatrice di “Babel Hotel” Clementina Sandra Ammendola, Rosana Crispim Da Costa, Dusica Sinadinovska


Con questa iniziativa, l’Associazione coadiuva anche l’impegno del suo trimestrale, “Lo Specchio Magazine” come “contenitore” , che racconta le passioni civili e culturali dell’uomo contemporaneo, del “cittadino” ,
declinandole attraverso un approccio giornalistico di inchiesta e di approfondimento culturale, che ha già più volte toccato i temi dell’immigrazione. Quello dell’Associazione è insomma un invito a vedere un po’ più in là, tutti insieme. A capire, direbbe il grande Jacob Riis, «come vive l’altra metà».
FONTE: REPUBBLICA.IT
Scuola, addio ai fondi per l'autonomia solo un euro e mezzo per ogni alunno

In 10 anni i finanziamenti si sono ridotti del 93%. E così i programmi per ampliare l'offerta formativa, per l'accoglienza degli studenti stranieri e per la formazione rimangono solo su carta

di SALVO INTRAVAIA

ROMA - "Quasi azzerati i fondi destinati alle scuole per l'autonomia scolastica". L'allarme è stato lanciato dalla Flc Cgil, che chiede un incontro urgente al ministro Francesco Profumo. In oltre 10 anni, il finanziamento della legge 440/97 ("Istituzione del Fondo per l'arricchimento e l'ampliamento dell'offerta formativa e per gli interventi perequativi"), quella che finanzia l'autonomia scolastica, è stato ridotto all'osso.

Degli 87 milioni di euro previsti dal Parlamento per lo scorso anno scolastico (ma che sono stati erogati solo quest'anno), poco meno di 11 andranno direttamente alle scuole per realizzare i progetti del Piano dell'offerta formativa: una specie di elemosina se si considera che le scuole italiane sono oltre 10mila e potranno aspettarsi qualcosa come mille euro a testa.
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venerdì 20 gennaio 2012


Vivalascuola. Gli adulti si impadronano della nostra vita


Pubblicato da vivalascuola su gennaio 16, 2012

Apatia, disinteresse per l’ambiente e per i coetanei, isolamento e chiusura rispetto a familiari e amici, frequenti mal di testa e, per i maschi, aggressività improvvisa, mentre le femmine spesso si sfiancano con maratone sui libri. “Sono i sintomi della ‘sindrome da prima superiore‘. Nel 2010 il 15,3% degli studenti di prima superiore non ha superato l’anno. Era il 15% nel 2009. Un dato decisamente più alto rispetto a quello dei bocciati alle medie: 4,3%”. Insomma, con il passaggio a liceo e istituti superiori, i bocciati quadruplicano. (vedi qui)

Gli adulti si impadronano della nostra vita

di Carla Melazzini
Per quanto difficile sia assumere il punto di vista di un altro molto diverso da noi, cercherò di descrivere l’esperienza di un alunno del biennio superiore attraverso i suoi propri occhi, fondandomi sull’osservazione quotidiana (e, spero, empatica) di quanto egli comunica con le parole, ma soprattutto con i suoi gesti e comportamenti.
Il ragazzo che entra in un istituto tecnico superiore porta sulle spalle dagli otto agli undici anni di scuola, che hanno agito su di lui in un triplice modo.

•Primo modo: spegnendo progressivamente quello che nel bambino è il bene più prezioso: la curiosità e il piacere di conoscere. (All’inizio di quest’anno ho chiesto alle due classi del biennio – una cinquantina di ragazzi dai 13 ai 18 anni – di formulare dieci perché che rivestissero ai loro occhi una importanza fondamentale. Il risultato mi ha lasciata stupefatta: il contenuto e soprattutto la formulazione dei perché erano quelli del bambino che si affaccia sul mondo ignoto: perché il mare è salato e infinito; perché la terra è rotonda e gira; perché il cielo è azzurro; perché si nasce; perché si muore; perché esistono tante lingue diverse; perché gli uomini sono così cattivi, e così via, come se fosse la ripresa di un discorso lasciato interrotto e senza risposte tanti anni prima).

•Secondo modo (in gran parte responsabile di quanto esposto nel punto precedente): trasformando la realtà viva in materie scolastiche che evitano le domande del soggetto e sono appannaggio inalienabile del docente, e sottraendo alle parole pressoché ogni rapporto con la realtà stessa.

•Terzo modo (che è la conseguenza naturale dei primi due): convincendo il ragazzo che per ciò che sta facendo a scuola non valga la pena di assumersi la fatica e il rischio insiti in ogni serio apprendimento.

Il risultato di questo triplice processo viene rovesciato addosso al ragazzo in forma capovolta, ossia: non sei disposto ad impegnarti ad apprendere le materie scolastiche che danno accesso alla conoscenza della realtà, cioè non sei scolarizzato né scolarizzabile.



Così recitano, nella sostanza, gli atti ufficiali che destinano i ragazzi o all’“inserimento immediato nel mondo del lavoro” (ineffabile eufemismo, specie nelle nostre contrade), o alle scuole di categoria B, professionali e tecnici.
FONTE: AGE TOSCANA

GENITORI IN PIAZZA CONTRO I COMPRENSIVI, MA LA REGIONE VA AVANTI LO STESSO?


La notizia ci è giunta qualche tempo fa dal dirigente regionale all’istruzione: la Toscana è una regione virtuosa e non ha bisogno di razionalizzazione della rete scolastica, però gli istituti comprensivi si fanno lo stesso. Che scelte farà la Regione Toscana adesso che la Conferenza delle Regioni si è espressa a sfavore, i genitori scendono in piazza, lo stesso Ministero ha posticipato la scadenza di un mese e i sindacati si dichiarano contrari?
Avremmo un paio di cose da dire come genitori, se non disturba: a noi genitori i comprensivi non piacciono per niente, perché riducono la nostra possibilità di scegliere la scuola più adatta per nostro figlio e per la nostra famiglia. Si commentano da sole certe proposte di razionalizzazione della rete che tolgono qui, aggiungono di là, dividono in due un edificio scolastico, in una mera ottica di numeri che non si preoccupa per nulla se i ragazzi in uscita dalle elementari troveranno o no una classe ad accoglierli alle medie, senza essere penalizzati da priorità, bacini d’utenza e altri ammennicoli burocratici che spediscono gli alunni a destra e a manca e altro non fanno se non rendere invivibile il quotidiano delle famiglie.
Non a caso a Grosseto i genitori, che hanno raccolto oltre 3.500 firme per protestare contro il taglio di cinque istituti scolastici nel solo territorio maremmano, oggi alle 17 scenderanno in piazza per una manifestazione alla presenza del sindaco.
Nato da un’utopia, quella del ministro Berlinguer, e sopravvissuto all’onda anomala e al concorsone, l’istituto comprensivo rappresenta una ferita grande per un territorio. Se gli studenti sono tanti (si parla addirittura di un comprensivo in provincia di Firenze che supererebbe i 2000 alunni) la qualità dell’offerta formativa è destinata a perdersi: l’esperienza insegna che il dirigente e la segreteria non ce la fanno a dare risposte adeguate e che gli insegnanti restano comunque separati in due ordini scolastici radicalmente diversi -per legge- e non dialogano più di quanto non lo facciano fra scuole vicine. La continuità è un’illusione, alimentata dal fatto di iscrivere il figlio nella stessa segreteria per 8 o 11 anni.
Adesso il Ministero ha fatto un passo indietro, rinviando “a seguito delle numerose richieste pervenute” la scadenza per la definizione della rete al 31 gennaio 2012 e soprattutto accogliendo un criterio di gradualità nell'attuazione e la tesi delle Regioni che sia sufficiente una media di 1.000 alunni a livello regionale (con deroghe fino a 600) invece di mille alunni per scuola. Copia di questa nota, rivolta in origine ai soli Direttori scolastici regionali, è stata inviata ai comuni e alle scuole soggette a dimensionamento a cura della nostra Associazione, insieme a un appello a mantenere l'attuale assetto della rete scolastica.
La Toscana ha 356 scuole dell’obbligo contro i 348 istituti comprensivi auspicati dalla Gelmini, con uno scostamento del 2%: la migliore, in un panorama che vede una media nazionale di +18%, con regioni come Calabria, Sicilia e Puglia che superano di più del 30% il numero di scuole consentito. Basterebbe insomma razionalizzare alcune scuole più piccole, come certe del capoluogo toscano che sono sotto la soglia dei 1000, per fare il nostro dovere.
La Conferenza delle Regioni ha motivato l’opportunità di non procedere all’imposizione degli istituti comprensivi là dove esistono motivate esigenze territoriali; alcuni comuni e province hanno scelto di soprassedere all’applicazione della legge finanziaria n. 111 del luglio 2011, che ha reso obbligatoria la verticalizzazione. Ci sono evidentemente ottimi motivi per non creare istituti comprensivi là dove finora non è stato fatto, e allora perché andare avanti a tutti i costi?