venerdì 7 giugno 2013

test di ingresso alle facoltà


 
COORDINAMENTO GENITORI DEMOCRATICI
ONLUS
Apprendiamo  con soddisfazione del rinvio a settembre dei test d’ingresso  alle facoltà a numero chiuso, e soprattutto della ridefinizione dei criteri di valorizzazione del percorso scolastico degli alunni .
Per questo risultato e per una riflessione più complessiva e condivisa il CGD si era battuto, consegnando le sue richieste al Ministro nella seguente lettera



Al Ministro dell’Istruzione
On. Maria Chiara  Carrozza

Il “Coordinamento Genitori Democratici Onlus” desidera portare alla Sua attenzione alcune considerazioni in merito ai cosiddetti “test di ingresso” introdotti da alcuni anni per un sempre maggior numero di facoltà e che oggi sembrano venir dati per scontati da studenti, famiglie e opinione pubblica.
Vengono presentati come strumento per premiare il merito, ma sono, in primo luogo, un modo per finanziare , in un momento di crisi, l’Università e non solo (ciascuno studente si iscrive ad almeno 2 test al costo di  circa 100 euro a test, senza contare libri di testo, ripetizioni o corsi propedeutici, non avendo comunque alcuna garanzia di successo: paga infatti anche chi all’università non potrà iscriversi).
Troppo lungo sarebbe ragionare sui ‘contenuti’ dei test, ma sarebbe utile che si dichiarasse prima o poi, con chiarezza e trasparenza, che cosa si intende valutare nei candidati che affrontano i test: capacità logiche, cultura generale, conoscenze sulle specifiche materie?
Se il sistema universitario ritiene di dover verificare le competenze degli studenti che vogliono accedervi, evidentemente, l’aver conseguito un diploma superiore non garantisce le condizioni minime per poter accedere all’Università statale: il sistema scolastico italiano e la politica dell’orientamento ,in questo modo, dichiarano pubblicamente il proprio fallimento.
            La nostra Costituzione prevede che ciascuno studente in possesso di un diploma  superiore abbia il diritto di iscriversi alla Facoltà universitaria che desidera e di poterlo fare, se capace e meritevole, indipendentemente dalle proprie condizioni economiche.
            Tutto ciò non è mai stato realizzato fino in fondo ma,  i test di ammissione, e ancor di più il loro anticipo,  rendono sempre più lontana la realizzazione di questo obiettivo : non abbiamo dati sulle percentuali di superamento dei test in funzione del tipo di diploma superiore ma non è difficile ipotizzare che essi possano risultare insormontabili a chi non abbia frequentato un liceo, tanto più se si riduce a pochi giorni, o si annulla del tutto, il tempo per prepararsi ai test.
            Non vogliamo rinunciare  all’idea che uno studente che abbia frequentato con successo il proprio corso di studi superiori possa iscriversi all’Università che desidera e mettersi in gioco indipendentemente dal tipo di Istituto frequentato.
           
            IL CGD non ha mai condiviso l’introduzione dei test di ingresso all’università ed oggi chiede con forza che almeno si eviti di anticiparli; ritiene inoltre che sia necessario aprire al più presto un confronto, chiaro ed aperto a tutti i soggetti coinvolti, su questo tema e su quello particolarmente rilevante dell’orientamento, che consenta di ripensare il sistema di accesso all’Università a garanzia sia della qualità dell’insegnamento che del diritto allo studio di tutti gli studenti.

             

Via G. Cardano 135, 00146 Roma. Tel. 065587336/fax 0655133316

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